Tagged: Cultura

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Il Castello di Sammezzano tra i 12 monumenti a rischio d’Europa

C’è anche il Castello di Sammezzano, a Reggello (Firenze), nella lista dei 12 monumenti più a rischio in Europa finalisti dell’edizione 2018 del programma «7 Most endangered». Il complesso figura nell’elenco reso noto, in occasione dell’apertura dell’Anno europeo del Patrimonio culturale, da Europa Nostra e Istituto della Banca Europea per gli investimenti (Ibei). I 12 siti, dislocati in 10 paesi europei, sono stati selezionati, dopo segnalazioni di organizzazioni e enti pubblici che fanno parte del network di Europa Nostra, da una giuria di esperti in diversi settori. La lista finale, con i 7 siti storici europei più in pericolo, sarà resa pubblica il 15 marzo.

Tra i 12 monumenti, oltre al Castello di Sammezzano — nominato dal Touring Club Italiano insieme a Save Sammezzano — figurano in Albania il centro storico di Gjirokastra e le chiese post-bizantine a Voskopoja e Vithkuqi; il centro storico di Vienna; la fabbrica della lavorazione del carbone di Beringen in Belgio; il monumento..

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Tutto il marcio del ventre di Bari 1943, la «Socia» è crimine e vizio

Tutto il marcio del ventre di Bari
1943, la «Socia» è crimine e vizioEsce per Mondadori il secondo romanzo di Marcello Introna, «Castigo di Dio», tra cronaca criminale e viaggio negli «inferi» della città

Come nel libro d’esordio, Marcello Introna torna a sfogliare le pagine oscurate del passato prossimo della sua città, contribuendo ad infoltire la trama immaginaria che da un po’ va tessendosi su Bari e che, a quanto pare, predilige le tinte stereotipe del noir o della cronaca criminale. Se Percoco ci restituiva, formattato in un congegno narrativo che sapeva di documentario legale, un rimosso episodio della cronaca nera cittadina dei secondi anni Cinquanta, con Castigo di Dio l’attenzione si sposta sugli archivi e le dicerie locali del decennio precedente. In particolare su quell’ambiguo passaggio storico che fu il 1943, nei giorni successivi alla caduta di Mussolini, quando Bari è già nelle mani degli Alleati, ma i fascisti del giorno prima sono tutt’altro che scomparsi.

Topografi..

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Fondo Scarabello, i 5000 volumi da oggi nella biblioteca di Studi Umanistici

Da oggi l’Università di Foggia può vantare un patrimonio culturale di grande valore: sono gli oltre 5000 volumi del prof. Renzo Scarabello (tra cui pezzi molto rari, preziose sezioni filologiche, la prima storica edizione dell’intera collana BUR (Biblioteca universale Rizzoli) e diverse pubblicazioni scientifiche dedicate a Dante Alighieri). In quei libri è racchiusa una vita intera di studi, approfondimenti, convegni e saggi: alla scomparsa dell'illustre studioso, avvenuta nel 2014, la famiglia ha deciso di donare l'immenso patrimonio librario all'ateneo dauno. Sono passati circa sedici mesi, dall’ammirevole impegno assunto dalla Fondazione Monti Uniti di Foggia – allora presieduta dall’ordinario di Storia moderna prof. Saverio Russo, oggi dall’ordinario di Diritto internazionale prof. Aldo Ligustro – di acquistare gli armadi/scaffali che avrebbero ospitato l’interno Fondo, donandoli all’Università di Foggia e proseguendo così nel prezioso impegno, ribadito a scadenza o..

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Bitonto in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura 2020

Bitonto in corsa per il titolo
di Capitale italiana della cultura 2020La cittadina pugliese tra le dieci finaliste. Il sindaco Abbaticchio punta su palazzi e chiese del centro storico, la galleria Devanna, il teatro comunale e i festival. Un’occasione di riscatto e di crescita per una comunità che deve lottare quotidianamente contro una criminalità molto aggressiva

C’è anche Bitonto tra le dieci città italiane che concorrono al titolo di «Capitale Italiana della Cultura 2020». Le altre sono Agrigento, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Ne ha dato notizia ieri il ministero dei Beni culturali; le città della «short list» sono arrivate in finale superando altre 21 candidate al bando dello scorso maggio. Ora dovranno presentare il proprio progetto nel corso delle audizioni della Commissione presieduta da Stefano Baia Curioni. Entro il 31 gennaio la giuria dovrà sottoporre al ministero il progetto della città proposta come vincitrice, che ..

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Il discografo: la bella estate indiana di Emanuele Arciuli

Il discografo:
la bella estate indiana
di Emanuele ArciuliIn «Walk in Beauty» il pianista barese raccoglie una serie di composizioni di musicisti «native american», o comunque ispirate alla cultura dei nativi. Musica contemporanea di grande delicatezza e fascino

Nella primavera e nell’estate del 2016, in una grande sala dell’Università del New Mexico, ad Albuquerque, Emanuele Arciuli registrò i 28 brani di un doppio cd, Walk in Beauty, pubblicato nei mesi scorsi dall’etichetta dell’American Composers Forum, la Innova. Un disco nel quale il pianista barese raccoglie una serie di pezzi da lui commissionati ad alcuni compositori contemporanei in gran parte di origine native-american (pellerossa), dando forma ad un album che si muove tra l’evocazione della natura (motivo ispiratore della maggior parte dei pezzi) e la cultura dei nativi americani. Oltre a essere un formidabile interprete e «agit-prop» della musica d’oltreoceano, Arciuli è anche un appassionato cultore e collezionista di c..

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Addio a Giampaolo Talani, il pittore delle «Partenze»

È morto all’ospedale di Pisa Giampaolo Talani, pittore e scultore italiano, apprezzato soprattutto per la sua arte pubblica e molto legato a Firenze. Nato a San Vincenzo nel 1955, Talani ha legato il suo nome alla città di Firenze soprattutto per l’affresco Partenze nella stazione di Santa Maria Novella a Firenze (2002-2006), la prima decorazione artistica eseguita nella stazione dai tempi dei Paesaggi toscani di Ottone Rosai.

Il legame con Firenze si ribadisce, poi, con la personale intitolata Rosa dei Venti a Palazzo Vecchio (2008) e con la collocazione temporanea di una scultura alta tre metri nel loggiato degli Uffizi. Poco tempo fa, nel 2016, aveva installato la statua Fiorenza in piazza San Jacopino.

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Il grand tour della ceramica italiana arriva a Laterza La mostra, inaugurata sabato, ha il sostegno del progetto regionale “La Murgia abbraccia Matera”

Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:

Il “Grand tour” della ceramica italiana arriva a Laterza.

La mostra organizzata dall’AiCC, l’Associazione italiana Città della Ceramica, partita nel 2014 a Bruxelles e dopo molte tappe in giro per l’Italia, è stata inaugurata sabato 13 gennaio nella sala Cavallerizza del Palazzo Marchesale della cittadina ionica. Un allestimento che evoca il viaggio, con le casse da trasporto trasformate in supporti per le meravigliose opere di gusto tradizionale realizzate da artigiani contemporanei, che hanno rieditato in questo modo lo stile tipico delle 37 città che appartengono all’AiCC.

Si tratta della seconda esposizione curata dal MuMA (il Museo della Maiolica di Laterza) in pochi mesi, grazie al sostegno del progetto regionale “La Murgia abbraccia Matera” che punta proprio alla valorizzazione delle tradizioni produttive locali, a riscoprire testimonianze di archeologia industriale, artigianale e rurale, coinvolgendo cittadini e addetti. ..

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Capitale italiana della cultura 2020, Bitonto fra le dieci candidate finaliste È l’unica città pugliese. Agrigento, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso le concorrenti. Decisione il 16 febbraio. L’annuncio del ministro Franceschini

Comunicazione via twitter del ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini:

Scelte dalla Commissione per la Capitale Italiana Della Cultura 2020 le dieci città finaliste: Agrigento,
Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Treviso. Il 16 febbraio la vincitrice.

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È l'unica città pugliese. Agrigento, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso le concorrenti. Decisione il 16 febbraio. L'annuncio del ministro Franceschini

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Nusco. Dal 19 gennaio “La Notte dei Falò”

Un rito che si ripete da oltre quattro secoli, una festa che rinnova tradizione e fede e che si proietta
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Napoli, allarme per la Cappella Pappacoda: “Il portale potrebbe presto crollare”

Napoli – La Cappella Pappacoda, in Largo San Giovanni Maggiore, nei pressi di Palazzo Giusto, sede dell’università Orientale, è un rarissimo esempio di architettura gotica che rischia di scomparire definitivamente. È uno dei tanti tesori di Napoli abbandonati e con un altissimo rischio crollo secondo gli esperti del Comitato Portosalvo.
Antonio Pariante ha segnalato ai Carabinieri già nel maggio scorso la situazione: “Noi siamo sicuri che il portale potrebbe presto crollare se non si interviene in tempi brevissimi. Rispetto alla scorsa primavera la situazione si è molto aggravata e tutta la facciata si sta deformando. Basta mettere a confronto le foto e guardare la linea orizzontale della cancellata: il portale si sta inclinando a sinistra. Noi non vogliamo creare allarmismi ma dobbiamo ribadire con forza il nostro appello, alle istituzioni preposte, affinché intervengano subito”. Anche l’istituto Orientale ha dichiarato il sito inagibile, spostando le sedute in un’altra sede.
L’arch..

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´Non è lavoro, è sfruttamento´: a Foggia l´inchiesta di Marta Fana

Giornalista d’inchiesta di taglio politico-economico, ricercatrice, tra le personalità maggiormente in grado di animare il dibattito sul tema del lavoro in Italia, Marta Fana sarà a Foggia mercoledì 17 gennaio per presentare il suo libro dal titolo inequivocabile 'Non è lavoro, è sfruttamento' (Laterza, 2017). Alle 19, nello spazio live della libreria Ubik, l’autrice presenta la sua inchiesta, protagonista di un dibattito aperto al pubblico di Foggia. A conversare con Marta Fana, Marco Barbieri (docente di Diritto del lavoro dell’Università degli studi di Foggia) e Gemma Pacella (dottoranda di ricerca all’Università politecnica delle Marche).
Non è lavoro, è sfruttamento (Laterza, 2017; pagine 192). Giovani e meno giovani costretti a lavorare gratis, uomini e donne assuefatti alla logica della promessa di un lavoro pagato domani, lavoratori a 3 euro l’ora nel pubblico e nel privato: questa è la modernità che paga a cottimo. Sottoccupazione da un lato e ritmi di lavoro mortali..

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L’eccidio di Somma Vesuviana: i 6 innocenti fucilati in nome dell’Unità d’Italia

Era la notte tra il 22 e il 23 luglio 1861, le strade erano buie e silenziose a Somma Vesuviana. La compagnia dei bersaglieri guidata dal Capitano Federico Bosco, conte di Ruffina, ruppe la quiete notturna facendo irruzione nel paese alla ricerca dei briganti della banda Barone.
Il Capitano aveva con sé una lista di nomi conferitagli dal Dicastero di Polizia. Seguendo le indicazioni della suddetta lista i bersaglieri arrestarono otto persone con l’accusa di “compromissione” coi briganti. Presi con la forza gli otto sommesi vennero subito legati ed imbavagliati. Venne istituito un Consiglio di Guerra in fretta e furia, guidato dal Capitano Bosco. Vi facevano parte anche: il sindaco dell’epoca, Domenico Angrisani, il Giudice Regio, un ufficiale dei bersaglieri e il comandante della caserma locale dei carabinieri. Questi uomini furono chiamati a giudicare i malcapitati.
Pur se il verdetto non fu unanime, in quanto il Giudice Regio non diede il proprio consenso, seppur in assenza di prov..

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Spartaco, gladiatore ribelle e simbolo della lotta alla schiavitù

Da Spartacus, serie tv statunitense
La storia di Spartaco ha segnato per sempre quella di Roma, da semplice ed anonimo schiavo della Tracia egli si elevò a generale. La sua figura leggendaria lo ha consacrato ad eroe del mondo antico, un combattente per la libertà (è quasi certo che il motivo della rivolta fosse dato dalle umilianti condizioni cui erano costretti gli schiavi al tempo) e simbolo di speranza per i più deboli.
Siamo nel I secolo a.C., la Repubblica Romana è da poco diventata un principato, scatenando una guerra civile che si è conclusa con la così detta “dittatura sillana”. L’ormai eclissata repubblica è in crisi, e uno dei pochi momenti di serenità si ritrovano nei così detti “giochi” dei gladiatori, dove schiavi e prigionieri di guerra, debitamente addestrati, vengono fatti combattere per il divertimento del popolo. E’ proprio in una delle ‘scuole’ di gladiatori (in particolare, quella di Capua, al tempo la seconda città dopo Roma) che un manipolo consistente di schia..

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Da “Napule è” a “‘O sole mio”: le più belle canzoni dedicate a Napoli

Foto: Ciro Discepolo
Napoli è tutto e il contrario di tutto. Napoli è mille contraddizioni, “mille culure”. Napoli è ispirazione, tesoro inesauribile, Musa di mille poeti. Alla nostra città sono stati dedicati pensieri e parole, tante parole, molte diventate poi musica. E musica diventata colonna sonora della sua bellezza. In questo articolo vogliamo citare alcune delle più belle canzoni dedicate al capoluogo partenopeo:
Napule è E’ il marchio più forte e soprattutto indelebile dell’indimenticato e indimenticabile Pino Daniele. Contenuto nel suo album d’esordio “Terra Mia”, del 1977, questo brano è una vera e propria dichiarazione d’amore alla città. La melodia è tanto dolce quanto malinconica, il testo racconta la più grande verità di Napoli: “Napul’è na carta sporca e nisciuno se ne importa”. “Napule è tutto nu suonno. E a’ sape tutto o’ munno. Ma nun sanno a’ verità”. Non la sanno perché solo chi la ama veramente sa che Napoli è bellezza ma anche contraddizioni, e per questo è uni..

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I fantasmi di Castel Sant’Elmo: qui uno dei luoghi più cruenti di Napoli

Napoli – La tradizione vuole che i fantasmi pullulino nei luoghi in cui nel corso della storia ci sia stata molta sofferenza e morte, come se le anime dei defunti rimanessero legate al luogo in cui la vita venne strappata in modo violento. Castel Sant’Elmo è probabilmente uno dei luoghi più “cruenti” di Napoli e non stupisce che secondo le leggende popolari sia infestato da numerose entità.
Costruito sulla collina del Vomero per ordine di Roberto il Saggio ed ultimato sotto il regno di Giovanna I d’Angiò, il castello divenne presto teatro di numerosi e violenti assedi: quando francesi e spagnoli combatterono per la conquista del Regno di Napoli, la fortezza era un punto militare nevralgico data la posizione rialzata da cui si poteva controllare l’intera città. Secondo una leggenda, i nemici che assaltavano il castello venivano giustiziati nei sotterranei e lasciati a marcire lì senza sepoltura.

Fonti storiche, invece, affermano che una notte di tempesta un fulmine si abbatté sul dep..

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“Così fan tutte”, l’opera “scandalosa” di Mozart ambientata a Napoli

C’è anche Napoli nel repertorio di Wolfgang Amadeus Mozart, celebre compositore salisburghese, che scrisse le musiche dell’opera buffa in due atti “Così fan tutte”, ossia “La scuola degli amanti”. E’ la terza ed ultima delle tre opere italiane “buffe” scritte da Mozart su libretto di Lorenzo da Ponte, e gli fu commissionata dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena. “Così fan tutte ” fu rappresentata per la prima volta il 26 gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna con Adriana Ferraresi Del Bene e Francesco Benucci, diretta dal compositore.
LA TRAMA Due giovani ufficiali di Napoli scommettono sulla fedeltà delle loro fidanzate. Per metterle alla prova, fingono di partire per la guerra e ricompaiono dopo poco travestiti. Sono irriconoscibili e buffi, ma pur sempre attraenti. Cercano di conquistare la fidanzata dell’altro e chiedono la loro mano. Dopo qualche resistenza, ottengono il fatidico sì. A questo punto si fanno riconoscere, suscitando imbarazzo e pentimento nelle due fanciulle…