Category: Piemonte

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Piemonte travolto dal vento: previste raffiche di 200 km/h

Il Piemonte sotto la morsa del vento. Nelle ultime ore sono previste raffiche tra i 40 e i 200 km/h a causa di un intenso flusso di correnti fredde in quota.

Secondo l’Arpa il vento si attenuerà soltanto nella notte, con disagi soprattutto in montagna. con velocità comprese tra 40-50 chilometri orari, con raffiche di 70 chilometri orari, in pianura e nelle vallate; e di 120-150 chilometri orari sulle zone di cresta in montagna, con punte fino a quasi 200 chilometri orari.

A causa del vento sono state chiuse le località sciistiche della Vialettea con un pericolo valanghe di livello 3.

Tutti gli impianti, invece, sono stati chiusi nel comprensorio della Riserva Bianca, sulle montagne di Limone Piemonte in provincia di Cuneo.

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Torino, vendeva droga per i kamikaze in pieno centro dalla sua cucina: arrestato 55enne

Gli bastava la cucina di casa per vendere lo shaboo, nota anche come la droga dei kamikaze. Giuseppe Messina, 55 anni, è stato così arrestati dai carabinieri della stazione di San Salvario.

L’uomo, malgrado fosse agli arresti domiciliari per reati legati allo spaccio di droga, mandava avanti il commercio da casa sua, in via Madama Cristina al centro di Torino.

Messina preparava lo shaboo, tipo di metanfetamina molto pericolosa che veniva somministrata ai kamikaze giapponesi perché trovassero il coraggio nelle azioni suicide, per poi darla ai suoi clienti.

I militari hanno sequestrato undici sacchetti in plastica con 107 grammi di shaboo sotto forma di cristalli di diversa colorazione, nove cellulari con centinai di numeri, mille euro in contanti, materiale per il confezionamento e il taglio della droga, un bilancino di precisione e due agende con la contabilità e i nomi degli avventori.

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Torino, beccato in aeroporto con creme per la pelle pericolose. Ora rischia 100mila euro di multa e la prigione

La Guardia di Finanza di Torino unitamente ai funzionari doganali, nel corso degli abituali controlli presso lo scalo “Sandro Pertini” di Caselle, hanno rinvenuto, tra gli effetti personali di un quarantenne nigeriano, U.W. le sue iniziali, in arrivo dalla Nigeria via Istanbul, una settantina di barattoli di creme per la pelle senza alcun tipo autorizzazione.

Alle domande dei finanzieri della Compagnia di Caselle circa la provenienza e la destinazione dei cosmetici illegali, contenenti tra l’altro Idrochinone e clobetasolo proprionato, due pericolosissime sostanze potenzialmente cancerogene, l’uomo non ha saputo dare giustificazione.

Plausibile in questi casi, tra l’altro già verificatesi in passato, l’ipotesi di un commercio illegale di cosmetici per lo sbiancamento della pelle.

Il valore della merce sequestrata ammonta a diverse migliaia di euro. Commercio, questo che, non solo impoverisce le risorse dello Stato e dell’economia legale, ma soprattutto mette in serio pericolo la sal..

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In funivia da solo, bambino scivola e cade da 15 metri: sopravvissuto

Un bambino di sette anni sale da solo sulla seggiovia che porta al Thaiwoo Ski Resort, nella località cinese di Zhangjiakou.

Ad un certo punto, come mostra il video drammatico che segue che è stato postato su YouTube, il bambino ha iniziato a scivolare fino a trovarsi aggrappato al poggiapiedi: alla fine ha perso la presa ed ha fatto un volo di 15 metri. Nonostante ciò, il ragazzino è riuscito a sopravvivere dato che è atterrato su su un mucchio di neve fresca che ha attutito la sua caduta.

Molte persone hanno ripreso la scena essendo impossibilitate ad intervenire.

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Sollevano muro con la gru, qualcosa va storto

Siamo ad Auston in Texas: qui, due persone sono rimaste lievemente ferite dal crollo di una gru. Come mostra il video YouTube, la macchina stava sollevando il muro di un magazzino quando ha iniziato a vacillare per poi finire a terra sul suolo.

La Raymond Construct Company Inc., l’azienda che sta eseguendo i lavori, ha assicurato in un comunicato che non si è fatto male nessuno aggiungendo verranno presi provvedimenti nei confronti di eventuali responsabili e che l’episodio verrà comunque approfondito.

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Dayane Mello sarà di nuovo mamma

Un anno fa si stava preparando a partire per l’“Isola dei famosi”, l’ennesimo tentativo di vivere da protagonista un reality o un talent dopo “Ballando con le stelle 10” e “Monte Bianco – Sfida verticale”. Oggi invece più semplicemente Dayane Mello potrebbe diventare mamma per la seconda volta. Indiscrezioni che si inseguono da qualche settimana.

Trasformata in notizia dalla rivista “Novella 2000” secondo la quale non ci sarebbero più dubbi: l’affascinante modella brasiliana e l’attuale compagno, Carlo Gussalli Beretta (ricco erede della famiglia che da quasi 500 anni produce armi nel bresciano), nascondono un segreto che presto diventerà molto visibile a tutti. Dayane in realtà è già mamma di Sofia, nata cinque anni fa dall’unione con il modello lombardo Stefano Sala. La coppia è naufragata, l’amore per la piccola no e Stefano è comunque ancora molto presente nella vita della figlia.

Solo che la mamma non è mai fortunatissima nelle sue storie d’amore, o forse punta sui cavalli sbagl..

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«Ho pagato 90 euro di ticket per vestire un caro defunto»

Un fatto che nessuno potrebbe immaginare. Non lo immaginava la donna che lo segnala e neppure, almeno in prima battuta, la dirigenza dell’ospedale di Moncalieri che sul caso, ieri sera, ha aperto un’attività ispettiva. La mail ricevuta in redazione parla chiaro: «Scrivo per un fatto che nessuno potrebbe immaginare, a meno di non averlo vissuto».

Poi la donna racconta che dopo la perdita di una congiunta, deceduta il 1° gennaio in ospedale a Moncalieri, è stata costretta a pagare un ticket di 90 euro per «la vestizione della salma». Cifra giustificata per l’acquisto di pannoloni e altro materiale necessario per comporre il corpo senza vita della de cuius. Un servizio che, evidentemente, non viene prestato, secondo la donna che segnala la vicenda, dalle agenzie di pompe funebri.

La segnalazione, girata all’ospedale, lascia perplessi: «Solitamente di queste cose si occupano le agenzie funebri – sottolinea un portavoce della struttura ospedaliera -, faremo tutte le verifiche del caso per..

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Bus in fiamme alle porte di Torino: «Terzo caso dall’inizio dell’anno»

Quando un automobilista si è avvicinato, suonando il clacson ripetutamente, quell’autista della linea Gtt “VE1” non riusciva a capire cosa stesse accadendo. «Sta bruciando l’autobus», continuava a gridare. A quel punto, l’autista si è fermato, chiamando i vigili del fuoco di Venaria, prontamente intervenuti nello spegnere le fiamme, nella serata di lunedì, in via Druento, all’altezza dell’Area 12.

Per fortuna nessuna persona è rimasta ferita o intossicata, perché lo stesso autista è riuscito ad accostare l’autobus e a far scendere i passeggeri, che hanno dovuto attendere una decina di minuti prima di poter prendere un nuovo mezzo, proveniente dal vicino deposito di via Amati.

Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri. Lievi disagi al traffico, con le auto che hanno dovuto cambiare percorso, se dirette verso Venaria, Savonera e Druento. E così scoppia di nuovo la polemica. Perché non è la prima volta che un autobus Gtt prende fuoco, in città come in periferia.

La denuncia arriva..

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Shampoo di pancia al bar

Nei commenti dei social compaiono di frequente, con l’intento di disprezzare quanto affermato dall’interlocutore, le definizioni “discorsi da bar” oppure “da sciampista” oppure ancora “parlare alla pancia” e “populismo”.

Quel che fa ridere è che a dirlo sono sempre loro, i radical chic della sinistra “caviale e champagne”, gli apostoli del politicamente corretto che dall’alto della loro presunta, esclusiva ed autoreferenziale cultura vorrebbero irridere snobisticamente chi non la possiede, cioè quel “popolo” in difesa del quale la sinistra storica dovrebbe essere schierata e che dovrebbe amare in tutte le sue espressioni.

Il popolo, però, “deve ubbidire”. Deve pensare e parlare come dettano loro. Altrimenti è plebaglia, fa discorsi (appunto) populisti e parla per luoghi comuni. I romani dicevano “vox populi vox Dei”, ma i compagnucci trenta e loden sono atei, dunque possono disprezzare chi vota a destra, perché “non ha capito un tubo”.

Adesso hanno scatenato la polemica perché il le..

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Le lettere dei bambini a Nosiglia: «Stop ai veleni e ai fumi tossici»

I cartelli con la scritta “vendesi” sui balconi dei palazzi, alle spalle un inquietante nuvolone di fumo nero. Anche i bambini del quartiere Rebaudengo hanno un nemico in casa: quei fumi tossici che da anni rendono la vita impossibile ai loro genitori.

Per questo motivo c’è chi come la piccola Sara ha pensato bene di scrivere una toccante lettera all’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia che da queste parti è transitato di recente. Ricordando, lui stesso, come i campi nomadi abbiano bisogno di un progetto, al pari dei profughi del Moi.

Parole che nel Rebaudengo piacciono solo a metà. «Perché dobbiamo sentire sempre questo odore di fumo?» si chiede la piccola Sara. «Alcune volte, appena esco di casa, sento dei terribili odori» e ancora «sentiamo sempre la polizia, l’ambulanza: vivere così è brutto».

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C’è qualcuno in ascolto?

«Il mio quartiere è diventato brutto» dice Sara, una bambina di quell’area di Torino che presto tutti chiameranno «terra dei fuochi», una parte di città che soffoca letteralmente per i fumi tossici sprigionati dai roghi del campo nomadi.

Sara ha disegnato così il suo quartiere, immerso in una caligine infinita, in una nube che oscura il cielo, dove «sentiamo sempre la polizia e l’ambulanza». Sirene a vuoto, viene da dire, visto che poi al campo nomadi nulla cambia. Sara e altri bambini hanno mandato i loro disegni all’arcivescovo Cesare Nosiglia.

Perché proprio a lui? Forse perché pochi giorni fa, visitando il campo nomadi, si era molto preoccupato per le condizioni dei bambini che vivono tra baracche e topi. O forse, molto realisticamente, perché mancava solo lui al lungo elenco di persone cui appellarsi: sindaci (mica solo la giunta attuale, da anni questa povera gente chiede un intervento del Comune), presidenti e assessori, questori, prefetti, mancano giusto Babbo Natale e i re m..

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«Il mio bimbo preso a pugni e nessuno ci ha detto nulla»

Le mani sul volto, le lacrime agli occhi, le gambe che tremano e non la reggono più. La mamma di Erik ha appena saputo che proprio suo figlio sarebbe stato la vittima dell’episodio più grave avvenuto all’asilo di Susa, nel marzo del 2017. «Oddio, no. Non ci posso credere – dice sostenuta dalla figlia maggiore e dalla suocera – non può essere vero. Nessuno ci ha detto niente».

Erik ieri era ancora proprio in quell’asilo. Quando mamma e papà l’hanno accompagnato nessuno ha detto loro nulla, né dell’arresto della maestra, né del fatto che proprio lui era il bambino «tenuto fermo con la mano sinistra e colpita con la mano destra chiusa a pugno».

Accasciata su una panca nel giardino di casa, le mani tra i capelli, la mamma piange e
spiega: «Mio figlio non mi ha mai detto nulla, è felice di andare in quella scuola – dice, cercando conferma negli occhi dell’altra figlia -. E’ affezionato alla maestra, ieri ha persino pianto perché lei non era a scuola. Ma come potevo sapere che non c’era pe..

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L’area giochi del villaggio Snia ostaggio di vandali e disperati

Realizzata nel 2010, quando i residenti del villaggio Snia puntarono i piedi riuscendo ad ottenere lo spostamento dell’area giochi. Oggi finita nel mirino dei vandali e dei bulletti. A due passi dai palazzoni popolari costruiti nel 1925 dall’ingegnere Vittorio Tornielli, e vicino al parcheggio Stura, c’è un piccolo paradiso di verde che negli anni è finito vittima dell’abbandono e del degrado. «La vecchia giunta – ricorda una signora – voleva collocare scivoli e altalene in mezzo al Villaggio. Noi ci siamo opposti, raccogliendo le firme».

L’ubicazione scelta dai residenti – secondo la precedente amministrazione della Sei – non si adattava molto alle esigenze dei più giovani. Vuoi per la mancanza di controlli vuoi per il continuo via vai di macchine lungo corso Vercelli. Tuttavia per il quieto vivere dei residenti, i cantieri furono realizzati “lontano” dalle case. Oltre all’area giochi è nato anche un campetto per le bocce. Ma i problemi hanno superato, di gran lunga, le note positive..

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Irene Gonzalez Toboso, un chirurgo plastico… senza ritocchi

Si chiama Irene Gonzalez Toboso. Per tutti potrebbe essere una modella soltanto, ma in realtà quello è soltanto il suo hobby.

La sexy spagnola, fidanzata con il difensore del Milan Musacchio, è infatti un chirurgo plastico molto stimato. Lei, però, di ritocchi non ne ha grazie a Madre Natura.

Inoltre su Instagram è davvero molto seguita. Sono attualmente 55mila i followers, che la seguono nei suoi scatti.

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Michelotti, oggi parte il recupero: al via i lavori di pulizia e bonifica

Partono oggi gli interventi di riqualificazione e pulizia del parco Michelotti. Ieri, nella prima assemblea pubblica alla biblioteca civica Geisser, gli assessori Montanari e Unia, insieme ai tecnici comunali, hanno incontrato la cittadinanza per spiegare i prossimi interventi sull’area.

Le azioni riguarderanno la rimozione dei rifiuti esterni, delle foglie e delle piante infestanti, oltre allo smantellamento degli arredi in legno marci e dei box dei servizi igienici. Da mercoledì prossimo un’impresa del verde pubblico metterà in sicurezza l’area giochi interna al parco, ripristinando la pavimentazione e ripulendo le strutture dalle scritte vandaliche. Saranno inoltre messe a norma le passerelle in cemento armato, mentre parte delle recinzioni sarà abbattuta per consentire nuovi varchi in corso Casale per le persone disabili.

Previsto anche il ripristino delle tubature dell’acqua e degli impianti di illuminazione pubblica, danneggiati dagli atti vandalici e dall’usura. Saranno poi mu..

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Torino, operazione anti portoghesi su bus e tram Gtt: 15mila passeggeri controllati, elevate 500 multe

Operazione anti-evasione sulle linee Gtt. Nella giornata di oggi cento controllori, tra i quali diversi in borghese, hanno controllato 15mila passeggeri su bus e tram che servono Torino. Il bilancio è di ben cinquecento multe elevate.

In particolare, sono stati monitorati i tram della linea 4 e gli autobus della linea 18, ovvero i mezzi di trasporto più utilizzati dagli utenti del capoluogo. A tal proposito, secondo i dati forniti dall’azienda, ogni giorno sul 4 viaggiano 40mila persone; in 20mila, invece, ricorrono al 18.

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Paolo Virzì presenta “Ella & John” e confessa: “Mi piacerebbe girare un film a Torino” [LE FOTO]

In occasione dell’anteprima nazionale di “Ella & John” a Torino, il regista Paolo Virzì ha confessato di voler girare un film nel capoluogo piemontese. Del resto, il legame con la città della Mole è forte visto che Virzì è stato anche direttore del Torino Film Festival. “Mi piacerebbe venire a girare a Torino. Ho un progetto che era pensato per un’altra città, ma non mi dispiacerebbe spostarlo qui” ha detto.

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Suo nonno era un noto primario del Mauriziano: ora la nipote 80enne querela l’ospedale per errata diagnosi

Il senatore Antonio Carle era un famoso primario di chirurgia dell’ospedale Mauriziano. I suoi anni in corsia non sono affatto passati inosservati, tanto che gli è stata intitolata l’aula magna del nosocomio torinese.

A distanza di anni, sua nipote, l’ottantenne Giuseppina Barone, ha, tramite il suo avvocato, querelato proprio il Mauriziano per lesioni colpose aggravate. La tesi fa leva su un’errata diagnosi, in quanto i medici avrebbero scambiato le vegetazioni dell’endocardite, di cui l’anziana era affetta, per calcificazioni.

Ricoverata lo scorso settembre per una polmonite, i dottori le avevano invece riscontrato un’infezione da enterococco. L’anziana, sottoposta a diversi esami che avevano escluso l’endocardite, era stata curata con un antibiotico specifico. Una volta dimessa, l’infezione è tornata a palesarsi pochi mesi dopo.

A inizio novembre, Giuseppina Barone è stata sottoposta a un’operazione di sostituzione della valvola aortica e mitrale all’ospedale Molinette: nella val..

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Suo nonno era un noto primario del Mauriziano: ora la nipote 80enne querela l’ospedale per errata diagnosi

Il senatore Antonio Carle era un famoso primario di chirurgia dell’ospedale Mauriziano. I suoi anni in corsia non sono affatto passati inosservati, tanto che gli è stata intitolata l’aula magna del nosocomio torinese.

A distanza di anni, sua nipote, l’ottantenne Giuseppina Barone, ha, tramite il suo avvocato, querelato proprio il Mauriziano per lesioni colpose aggravate. La tesi fa leva su un’errata diagnosi, in quanto i medici avrebbero scambiato le vegetazioni dell’endocardite, di cui l’anziana era affetta, per calcificazioni.

Ricoverata lo scorso settembre per una polmonite, i dottori le avevano invece riscontrato un’infezione da enterococco. L’anziana, sottoposta a diversi esami che avevano escluso l’endocardite, era stata curata con un antibiotico specifico. Una volta dimessa, l’infezione è tornata a palesarsi pochi mesi dopo.

A inizio novembre, Giuseppina Barone è stata sottoposta a un’operazione di sostituzione della valvola aortica e mitrale all’ospedale Molinette: nella val..

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Svaligiavano abitazioni della “Torino bene”: arrestati due pericolosi ladri [IL VIDEO]

Svaligiavano abitazioni della “Torino bene” anche ricorrendo a gas narcotizzante: al termine di una lunga indagine, sono stati arrestati il bosniaco Dario Todorovic (37), già sottoposto al divieto di dimora nel Comune di Torino, e il torinese Nicola Martinelli (42), residente a Moncalieri.

IL FATTO.

I due si sono resi responsabili di una rapina e tre furti aggravati, tutti commessi di notte in abitazioni della zona collinare di Torino.

IL MODUS OPERANDI.

S’introducevano all’interno degli appartamenti mentre i proprietari dormivano per impossessarsi degli oggetti preziosi presenti in casa e delle chiavi delle loro automobili, con cui poi fuggivano. In un caso è stato anche riscontrato l’utilizzo di un gas narcotizzante.

DOPO IL COLPO.

Erano soliti raggiungere vari sportelli bancomat per effettuare dei prelievi con le carte bancomat sottratti alle vittime.

COME SONO STATI INDIVIDUATI.

La loro identificazione è avvenuta grazie all’analisi di numerose immagini estrapolate nei dinto..